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Paragrafo  6 . Francia, Germania e Inghilterra dagli anni  Settanta  a

oggi.

     
In  Francia  gli  anni Settanta segnarono il declino  della  destra  e
l'ascesa  della  sinistra.  Socialisti  e  comunisti  acquistarono  un
crescente consenso e alle elezioni presidenziali del 1981 venne eletto
il   socialista   Franois  Mitterrand.  Questi  sciolse   l'assemblea
nazionale, che aveva una maggioranza di centro-destra, e indisse nuove
elezioni, che assegnarono la vittoria alle sinistre. Il nuovo governo,
nel  quale  entrarono  anche  i comunisti,  inizialmente  deliber  la
nazionalizzazione di alcuni grandi gruppi industriali e  finanziari  e
var  riforme  sociali a favore dei lavoratori (abbassamento  dell'et
pensionabile  a sessanta anni, riduzione della settimana lavorativa  a
39 ore, cinque settimane di ferie pagate), quindi, per fronteggiare le
crescenti  difficolt  economiche, opt  per  una  politica  economica
restrittiva, che provoc un diffuso malcontento e favor  il  recupero
della  destra  alle  elezioni del 1986. Si form cos  un  governo  di
centro-destra, presieduto da Jacques Chirac, che privatizz le aziende
nazionalizzate  e adott misure a favore della libera  iniziativa.  La
difficile  coabitazione tra un presidente della repubblica  socialista
ed  un governo di centro-destra ebbe termine nel 1988, quando Franois
Mitterrand,  rieletto capo dello stato, sciolse le  camere  e  indisse
nuove elezioni, che assegnarono di nuovo la maggioranza alle sinistre.
Si formarono quindi tre governi a guida socialista (Michel Rocard fino
al  1991,  Edith Cresson dal 1991 al 1992 e Pierre Brgovoy  fino  al
1993). A partire dagli anni Novanta si  assistito a un declino  delle
sinistre  dovuto  a  vari  fattori: il malcontento  per  una  politica
economica  accusata  di  privilegiare  la  stabilit  monetaria  e  il
pareggio  del  bilancio a scapito dell'occupazione e  della  giustizia
sociale,  la  crisi  interna  al  partito  socialista,  l'appannamento
dell'immagine dello stesso presidente Mitterrand, il coinvolgimento di
uomini di governo in scandali politico-finanziari. E' cos iniziato un
recupero  della  destra,  che alle elezioni legislative  del  1993  ha
conquistato maggioranza e governo e, a quelle presidenziali del  1995,
ha ottenuto la presidenza della repubblica con Jacques Chirac.
     In  Germania,  la  coalizione tra socialdemocratici  e  liberali,
iniziata nel 1969, si ruppe nel 1982, quando i liberali si accordarono
con  la  CDU per la formazione di un governo presieduto dal cristiano-
sociale Helmut Kohl. Le
     
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     elezioni  del  1983 rafforzarono la maggioranza  centrista;  Kohl
rest  alla  guida del governo per pi di dieci anni,  assicurando  al
paese una notevole stabilit politica e distinguendosi infine come uno
dei protagonisti della riunificazione della Germania.
     Il  ricongiungimento della parte orientale a quella  occidentale,
rimaste divise per 45 anni, venne deliberato dai governi dei due paesi
con  un  trattato  firmato  il 31 agosto del  1990  e  ratificato  dai
rispettivi parlamenti il mese successivo. Il 12 settembre, a Mosca,  i
due  stati  tedeschi  e  le quattro potenze vincitrici  della  seconda
guerra    mondiale   raggiunsero   l'accordo   definitivo    per    la
riunificazione, assicurando l'intangibilit dei confini della Polonia,
che  alla fine della guerra aveva incamerato vasti territori tedeschi.
Il  3  ottobre  il trattato per l'unificazione entr ufficialmente  in
vigore.  L'atto  finale di tutto il processo furono le prime  elezioni
libere della Germania unificata; queste si svolsero il 2 dicembre  del
1990 ed assegnarono la vittoria ai partiti di governo, la CDU-CSU e la
FDP,  mentre  persero  consensi i verdi ed  i  socialdemocratici,  che
avrebbero  voluto  che  si  arrivasse  con  maggiore  gradualit  alla
completa unificazione.
     Raggiunta  l'unificazione politica, il  processo  per  realizzare
una  effettiva integrazione economico-sociale ha incontrato non  poche
difficolt.  Determinante    risultata  l'arretratezza  dell'apparato
produttivo  della  ex  repubblica democratica: le  industrie  tedesco-
orientali,  prive  della tutela del rigido protezionismo  attuato  dal
regime  comunista,  sono state travolte dalla  concorrenza  di  quelle
tedesco-occidentali tecnologicamente pi avanzate. La  chiusura  delle
fabbriche    ha    provocato    una    disoccupazione    elevatissima;
contemporaneamente il costo della vita, in seguito all'estensione  dei
modelli  e delle strutture economiche occidentali e all'aumento  delle
imposte   indirette   stabilito   per   affrontare   i   costi   della
riunificazione, ha raggiunto livelli sproporzionati rispetto ai  bassi
salari   abitualmente  percepiti  dai  lavoratori   tedesco-orientali.
All'entusiasmo  iniziale    cos  subentrata  una  certa   delusione,
testimoniata  fra  l'altro dal calo dei consensi nei  confronti  della
CDU,  registrato alle elezioni amministrative svoltesi nel 1991  nelle
regioni  orientali. Il disagio economico e sociale, unito al crescente
afflusso  di  immigrati  dai  paesi  del  Terzo  mondo  e  dall'Europa
orientale,  soprattutto  dopo  lo  scoppio  della  guerra   nella   ex
Iugoslavia,  ha  favorito la diffusione di movimenti  neonazisti,  che
hanno  dato  vita  a  violente  manifestazioni  xenofobe  e  razziste.
Assillata  da  tali  gravi  problemi, la Germania  ha  manifestato  la
tendenza  a dare la priorit assoluta alle questioni interne  e  si  
impegnata  in  una  tenace difesa del marco,  che  ha  accentuato  gli
squilibri  del  sistema  monetario europeo ed ha  avuto  ripercussioni
negative sul processo per la costruzione dell'Europa unita.
     Nel  corso  della seconda met degli anni Settanta  l'Inghilterra
continuava  ad  essere  travagliata da una  crisi  economica  e  dalla
conseguente  tensione sociale; tale situazione mise  in  difficolt  i
laburisti, al governo dal 1974 e indeboliti dai contrasti interni.  Le
elezioni del 1979 assegnarono quindi la vittoria ai conservatori,  che
andarono  al  governo con Margaret Thatcher. Il nuovo  primo  ministro
adott   una   politica   di   tipo  neoliberista,   procedendo   alla
riprivatizzazione   di   alcuni   settori   dell'industria   pubblica,
smantellando  buona  parte del welfare state  (vedi  capitolo  Undici,
paragrafo   8)  e  opponendosi  con  decisione  alle  proteste   delle
organizzazioni sindacali. Nel 1983 e nel 1987 le elezioni confermarono
il consenso ai conservatori e al suo leader. Alla fine degli anni
     
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     Ottanta   per,   la   popolarit  di  Margaret   Thatcher   and
progressivamente  calando  in seguito ad  una  serie  di  fattori:  il
mancato superamento della recessione; il diminuito entusiasmo  per  le
privatizzazioni;  il  crescente scontento per lo smantellamento  dello
stato assistenziale; le proteste per la cosiddetta poll tax, una somma
fissa    che    ogni   cittadino   adulto   avrebbe   dovuto    pagare
indipendentemente dal suo reddito; il dissenso nei confronti del primo
ministro  all'interno  del suo stesso partito. A coagulare  l'ostilit
verso  il  premier  britannico intervenne infine la sua  intransigente
chiusura  nei confronti di una pi stretta unione politica e monetaria
tra  i  paesi della comunit europea. Fu proprio a proposito  di  tale
questione  che Margaret Thatcher venne messa in minoranza nell'ottobre
del  1990  e dovette cedere la leadership del partito e del governo  a
John  Major.  Il  nuovo  premier,  che  le  elezioni  del  1992  hanno
confermato  sino  al 1996, ha adottato una politica meno  radicale  di
quella thatcheriana, specialmente in campo sociale ed europeistico, ma
ha  dovuto  fare  i  conti con la difficile situazione  economica  del
paese,  in  seguito  alla quale, nel 1992, ha  deciso  l'uscita  della
sterlina  dal sistema monetario europeo (misura adottata nello  stesso
anno   anche   dall'Italia).   Sorretto   da   un'esigua   maggioranza
parlamentare,  il  governo di John Major  stato pi  volte  messo  in
difficolt.
